
Sono Simona. Amo gli animali, tutti… dal più piccolo al più grande, dal più lento al più veloce, dal più raro al più numeroso… da sempre. Mi piaceva quando, bambina, andavo a casa degli zii materni, contadini nella campagna emiliana, e stavo con le mucche nella stalla, con le galline nel cortile, con i conigli adagiati nella paglia.
L’animale che sento e con cui convivo, come mia guida, è il gatto. Ogni giorno ringrazio l’Anima-le da cui sono stata scelta: Dino. Mi piace osservarlo, guardare i riflessi e i colori del suo manto, sfiorarlo, accarezzarlo con gentilezza, relazionarmi con lui. Lui m’insegna la libertà, la protezione dei propri confini, il rispetto e l’accettazione di sé e degli altri, l’indipendenza, il coraggio, l’autostima, l’assenza di giudizio.
Fin dal suo arrivo desideravo fortemente trovare una lingua comune con cui comunicare. È stato possibile con la lingua del cuore: quel canale in cui si comunica ascoltando, sentendo, trasmettendo… quella terza via, né umana né animale, ma universale, dove i messaggi arrivano e si «traducono» per essere sentiti e compresi.
Sentivo la spinta a scendere più in profondità: mi sono documentata attraverso libri, riviste, ricerche, facendo tesoro dei suggerimenti di persone più esperte di me. Sono stata alla Scuola d’Interazione Uomo-Animale per esplorare alcune delle infinite sfaccettature del regno animale. Le conoscenze acquisite si sono intrecciate con quelle innate, in continua crescita nel relazionarmi con gli animali.
Sento un gatto essere, per l’umano, un dono, un’opportunità di crescita, una fonte d’ispirazione, un maestro: presente, ammirevole, gioioso, unico, irripetibile, degno di amore, accettazione, gratitudine e rispetto per come è nella propria identità.
La condivisione di una relazione con un gatto propone infinite dimensioni: quella ludica, nel gioco fisico o cognitivo; quella affettiva, di appartenenza, sicurezza e scambio, in cui animale ed essere umano vivono reciprocità e alternanza di ruoli; quella edonica ed estetica, di osservazione e meraviglia. Guardare un gatto interpretare una scena di caccia è una lezione di vita.
Credo nella conoscenza come risorsa importante per agire scelte consapevoli e godere appieno di una relazione appagante per entrambi. La conoscenza del significato dei gesti, del corpo, dei vocalizzi con cui un gatto manifesta emozioni e intenti è fondamentale per sviluppare rispetto e accettazione dei reciproci punti di contatto e delle reciproche diversità.
Solo nell’accettazione della diversità la relazione fluisce, scorre, cresce: amorevole, gioiosa, costruttiva per entrambi. Il mio desiderio è mettermi a disposizione per raccontare e proporre, a chi sente di accoglierle, le conoscenze acquisite fino a oggi, con parole semplici ed esempi di vita quotidiana.
Grazie a tutto e a tutti,
Simona e Dino